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C’era una volta la differenza e c’è ancora - Redazione Aperta di VD3 - Libreria delle donne di Milano

La forza e l’originalità del femminismo italiano stanno nel mantenere la caratteristica di un movimento in cui coesistono differenti posizioni, anche aspramente dialoganti, che non sono mai volute arrivare a sintesi o a una forma unica. Ma in una fase in cui tutta la politica sembra degenerare in contrapposizioni irrigidite e assolutistiche, anche il femminismo appare oggi più frantumato che plurale, come se fosse contagiato dallo spirito del tempo. E spesso le chiusure e i rifiuti si basano più su un sentito dire approssimativo, o su semplificazioni veicolate dai social, oppure su una smania etichettatrice che restringe o elimina il campo del confronto, piuttosto che sui contenuti e sulle pratiche che sono realmente in gioco. Nella confusione del presente l’ideologia neoliberista riduce l’idea di femminismo a ricerca del successo individuale e il mercato cerca di trasformarlo in oggetto di consumo, mentre la destra tradizionalista sempre più spesso tenta di appropriarsene distorcendolo. Per questo vogliamo riaprire la riflessione su uno dei nodi più controversi: la differenza sessuale e la scommessa politica per la sua libera significazione.

Introducono Traudel Sattler, Chiara Zamboni, Jennifer Guerra, Vita Cosentino

Gli incontri di VD3 contano sullo scambio in presenza. Poiché i posti sono limitati, prenotatevi all’indirizzo: info@libreriadelledonne.it. È possibile anche il collegamento in Zoom, sempre su prenotazione.

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12 giugno

Giù le mani dal femminismo (Rizzoli) @ Fem Garden Ravenna